Ho voglia di EVA_sione" disse ADAMO. Ovvero, la creazione del Paradiso: Tentazioni e relativi post-disagi umani narrativa umoristica 05/10/2003 Un tuono e 'puff' comparve un possente albero, di una specie sconosciuta, nel giardino ancora senza nome di Adamo. L'albero aveva frutti bellissimi, ed un vistoso cartello 'non toccare'. Egli non sapeva a chi rendere ringraziamento per l'inatteso regalo, ed ogni giorno ne ammirava la sua imponenza. Dopo un intensa giornata trascorsa nei campi, penso' di mettere nome Eden al pezzo di terra, in realta' non era proprio suo, vi lavorava da mezzadro con contratto atipico, per conto di un certo Signore assai vecchio che vedeva saltuariamente. Adamo si sentiva spesso solo, su quel lembo di terra non c'era nessuno, anzi non sapeva nemmeno come cercare 'gli altri', e se effettivamente esistessero. I cellulari non erano stati ancora approvati, inoltre per i ponti radio serviva un permesso Divino. Quando inizio' a parlare da solo e a prodigarsi nella moltiplicazioni dei pesci e dei pani, il vecchio Signore s'arrabbio' moltissimo ed intimo' in lingua arcaica: "Adamo giuro su me stesso, e gia' mi fai commettere peccato, che ti sbatto fuori da qui se provi a fare quello che solo a mio figlio e'concesso!" Adamo non sapeva cosa significasse quel 'fuori da qui', come non sapeva nemmeno cosa fosse 'stare in quel luogo', sentiva solo voci strane in giro che era il prescelto, ed era fortunato. Ma di cosa? Pensava fra se. Lui esiteva e basta, ma non era ben conscio di cosa fosse l'esistenza. Un di' mentre il Signore era intento con il postino a firmare qualche raccomandata da un luogo chiamata terra, e mentre lo stesso vecchio barbuto tentava di mandare a Caronte l'infedele di turno che aveva scollato i francobolli, tiratura limitata 'la Creazione', barattandoli per pochi punti con la cassiera del supermarket 'Redivivo', senti' un sibilo provenire dalle fronde dell'albero maestoso innanzi a lui. Sobbalzo', credette di cominciare ad avere visioni ed attacchi di misticismo complesso, sicche' s'allontano' senza voltarsi e si apposto' piu' in la' sotto l'albero del fico per mangiarne qualche frutto. Quando fu sazio tento' di riavvicinarsi verso casa e presa, dallo stesso, una nuova foglia di fico collezione autunno-inverno 2003/2004, se l'appunto' all'inguine e se ne ando' vanesio. Era sabato sera, dalla terra vedeva accendersi con intermittenza i faretti delle discoteche, ed il vecchio Signore impegnato contro le stragi il quale, in altra sede, chiedeva a S.Pietro di chiudere le porte d'entrata per i prossimi nuovi 'acquisti'. Anzi, dirottava i 'cattivi' verso l'enorme stanza del purgatorio per la selezione, dove Dante se ne stava in un angolo a tracciare lo schema per inserirlo nella sua Commedia. Nel mentre Adamo, senti' urtare una spalla: 'O come te tu stai Adamo? Che tu mi racconti? 'Un c'e'mai nessuno da te, sei sempre solo come un bischero!" Adamo per un momento ebbe l'istinto di tirargli un sasso in fronte, ma poi si placo', pensando di arrecare danno alla storia se Dante non avesse terminato la Divina Commedia... In preda ancora ad ira profonda si diresse verso il grande albero che aveva ricevuto in dono, stropiccio' due foglie di numero e mentre s'apprestava a tirare via la terza, qualcosa si mosse nuovamente fra le fronde, e parlo': "La SSSmetti di tirarmi la coda maleducatiSSSimo omuncolo?" Adamo dilato' gli occhi come in preda a morfina, la lingua s'attopo' in gola a mo' di fazzoletto e svenne dalla paura, un sentimento che per altro non conosceva. Durante la perdita dei sensi sogno' mele rosse da incubo e sette piccoli indefiniti ometti attorno ad una ragazza di una bellezza mozzafiato... fece per avvicinarsi... era il primo essere donna che vedeva, stava quasi per chiudere i nani in un telo di yuta e portarli lontani in una discarica... ma 'puff' il tutto svani'. "Adamo hai necessita' di Eva_sione!" Dicendo questo il serpente si mostro' in tutta la sua lunghezza, smettendo di ridere continuo' a farfugliare nella sua lingua: "SSSEnti Omuncolo, se ti do' una mela al poSSSto di queSSSto bel peSSSo di ragaSSSuola... ci SSStai? La sconosciuta signorina, indignata del baratto offerto, si affianco' ad Adamo gli prese il pomo minacciandolo, e sconvolta grido': "Io voglio rimanere con Adamo, perche' a me me piace, e me voglio pure magna' sta' mela, perche' sto a ffa' la dieta da secoli presso Figurella, e n'ce la faccio piu'" Detto questo, dopo essersi presentata a modo suo, Eva afferro' con violenza la mela, addento' una parte, e ne porse la meta' al suo nuovo compagno Adamo che gia' salivava non si sa se per la fame o per altro... Adamo, colto da improvvisa tempesta feromonica, si avvento' sulla ragazza che biascico' uno striminzito: "piacere so' Eva" sotto il peso della costola di lui. "Piacere tutto mio" ululo' Adamo, con ancora residui polverizzati di mela in bocca. Il Signore, appresa la notizia via ansa, caccio' i due dal Giardino Eden, mise un altro mezzadro al posto di Adamo ed intimo' che la vicenda non doveva certo diventare un 'MELO dramma", ma per la storia e' rimasto un 'dramma per una mela' con tutte le sue conseguenze divine... Come sapete quella famosa costola ha avuto un gran peso non solo per Eva, sotto la quale rischio' per impeto essere schiacciata, ma per tutti noi. Se Adamo non avesse sofferto di solitudine, e non fosse rimasto folgorato dalla signorina 'senza ciccia e brufoli', oggi avremmo goduto d'immortalita', impiegato il tempo in modo sicuramente diverso, scritto forse per 'miliardi' di anni su scrivi.com, e certamente non avremmo scomodato Eva e le sue grazie nell'epiteto ricorrente, a lei rivolto, che riporta nella memoria collettiva quanto avvenne in quel giardino, una volta immacolato, che era l'Eden... E... Porca Eva...(!!) Adamo ebbe l'Eva_sione attesa, ma a noi... quanto ci costa! n.d.r. Dante aggiunse una postilla, ultimata la Divina Commedia: "O quanto vo' stupidi siete, che il grullo d'Adamo per niente grullo, le su' colpe le fa scontare a Voi?" Beh, vi dico sara' come sara', pero' e' stato almeno un 'peccato originale'... Roberta Vasselli Venezia, 5 ottobre 2003